Continuità aziendale

Come già evidenziato nella relazione consolidata semestrale al 30 giugno 2012 e nella successiva relazione trimestrale al 30 settembre 2012 la congiuntura economico finanziaria del presente esercizio continua ad essere caratterizzata dall’ormai patologico e strutturale ritardo dei tempi medi di pagamento della Pubblica Amministrazione e dalla contestuale minor propensione del sistema creditizio a consentire l’anticipato smobilizzo di tali crediti in misura adeguata. Le prospettive degli Amministratori formulate in sede di chiusura del Bilancio dell’esercizio 2011, fondate sostanzialmente sullo smobilizzo dei crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione, soprattutto, attraverso la cessione pro soluto degli stessi, non si sono realizzate con la conseguenza che i crediti commerciali, al 30 giugno 2012 e al 30 settembre 2012, sono risultati superiori rispetto alle stime. A seguito del protrarsi della congiuntura sfavorevole nei primi nove mesi del 2012 l’effetto combinato dei crescenti ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione e della stretta creditizia ha comportato un maggior sfasamento temporale fra incassi e pagamenti, con ripercussioni negative sulla liquidità del Gruppo.

In base ai dati più recenti pubblicati dai principali quotidiani finanziari (tra tutti, Il Sole 24ore del 19 febbraio 2013) le imprese che lavorano con gli enti pubblici hanno visto riconoscersi nel 2012 il 31% in meno dei pagamenti rispetto a quattro anni fa. Se si restringe il campo a Comuni e Province, cioè gli enti sottoposti alla versione più rigida del cosiddetto “Patto di Stabilità” il quadro peggiora ulteriormente: i pagamenti in conto capitale dei Comuni sono crollati rispetto al 2008 del 36% (con una flessione del 13,8% concentrata nel solo ultimo anno) mentre per le Province il dato segna addirittura -44,4%. Queste cifre, contenute nelle banche dati con cui il Ministero dell’Economia monitora in tempo reale i flussi di cassa della Pubblica Amministrazione italiana, bastano da sole a pesare il problema. Le contromisure messe in campo nel 2012, nel tentativo di arginare gli effetti dei mancati pagamenti tramite la certificazione del credito e la sua conseguente maggiore trasferibilità, stanno muovendo solo ora i primi passi. Nascono da qui i 140 miliardi di euro di “residui passivi”, cioè di impegni di spesa non tradotti in esborsi effettivi, così come calcolati dall’ultima ricerca svolta con Bureau Van Dijk-PA e la Corte dei Conti, nei consuntivi di tutti gli enti territoriali italiani. Circa 100 di questi miliardi sono incagliati da oltre 12 mesi. Alla base del fenomeno ci sono tre componenti fondamentali: (i) Patto di Stabilità, (ii) difficoltà crescenti di cassa degli enti territoriali e (iii) scarsa capacità di programmazione delle spese. Il risultato è il trasferimento sui fornitori della Pubblica Amministrazione e degli Enti ad essa riconducibili di una quota crescente di debito che per questa via evita di comparire nei bilanci ufficiali della Pubblica Amministrazione italiana. In lista di attesa ci sono prima di tutto le imprese private che in base ai dati di Banca di Italia stima in 71 miliardi (Il Sole 24ore del 19 febbraio 2013) i debiti della Pubblica Amministrazione.

Tutto ciò premesso, ad aggiornamento ed integrazione di quanto già enunciato nelle richiamate relazioni periodiche in tema di continuità aziendale, si evidenzia quanto segue:

  • la tensione finanziaria del Gruppo, nel corso dei mesi di novembre dicembre e gennaio si è acuita per l’effetto congiunto dei maggiori esborsi connaturati al periodo (i.e.13° mensilità), dei minori incassi rispetto a quanto previsto (anche in conseguenza delle esigenze di rispetto del patto di stabilità da parte dei Comuni) e delle ulteriori restrizioni concernenti lo smobilizzo anticipato dei crediti verso la Pubblica Amministrazione.
  • Il Piano, che prudenzialmente non recepisce gli effetti delle novità normative finalizzate a velocizzare l’iter di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, evidenzia il raggiungimento, attraverso la descritta manovra finanziaria, di un riequilibrio finanziario sostenibile di medio lungo periodo. L’attività di predisposizione del piano economico finanziario per il periodo 2013-2016 (il “Piano” ), intrapresa dalla Società con il supporto dell’ advisor finanziario Leonardo & Co., è giunta a compimento con l’approvazione avvenuta contestualmente alla presente relazione sulla gestione. Il Piano si fonda, dal punto di vista finanziario, sulla manovra sinteticamente illustrata al punto seguente mentre, dal punto di vista industriale e gestionale, sulle assunzioni illustrate nelle richiamate precedenti relazioni periodiche di cui di seguito si richiamano le principali: (i) nel periodo di riferimento il fatturato consolidato recepisce l’ipotesi prudenziale di una sostanziale stabilità dei ricavi;(ii) gli investimenti previsti sono complessivamente pari a circa Euro 17.000 migliaia (comprensivi di beni materiali ed immateriali) coerentemente al tasso di crescita dei ricavi e con le linee strategiche industriali che prevedono un focus sulle gare che richiedono investimenti molto contenuti favorendo cosi l’utilizzo di mezzi ed attrezzature già di proprietà, (iii) l’evoluzione del Capitale Circolante Netto incorpora una riduzione dello stock dei debiti verso fornitori già a partire dal 2013 ed una riduzione progressiva dei debiti tributari in seguito pagamento di debiti scaduti di natura fiscale gestiti attraverso il ricorso all’istituto del ravvedimento operoso.
    Tali elementi fanno ritenere che il Gruppo sia ragionevolmente in grado di implementare il piano industriale e finanziario e che questo consenta di raggiungere una situazione di sostanziale equilibrio patrimoniale, finanziario ed economico di lungo periodo.
  • In tale descritto contesto è emersa la necessità di dare corso ad un processo di riequilibrio economico finanziario di medio lungo termine strutturato che preveda l’intervento ed il supporto a favore del Gruppo dell’intero sistema creditizio di riferimento nell’ambito di un’ operazione di sistema; pertanto, nel mese di gennaio 2013, il Consiglio di Amministrazione, con l’assistenza del proprio Advisor ha sottoposto alle banche di riferimento la proposta di un’operazione da formalizzarsi sotto l’egida dell’art. 67, comma 3, lettera d), R.D. 267/42.
    Tale piano di risanamento, in sintesi, prevede:
    • Riscadenziamento delle linee a medio lungo termine
      • Moratoria dei pagamenti relativi alle quote capitale in scadenza per gli esercizi 2013 e 2014, con rinuncia ad avvalersi delle garanzie che assistono dette linee per la durata della moratoria.
      • Rimborso in n° 4 rate trimestrali a partire dal 31 marzo 2015.
      • Pagamento degli interessi per cassa alle originarie scadenze contrattuali.
    • Riscadenziamento dei canoni di leasing
      • Moratoria dei pagamenti relativi alle quote capitale in scadenza per gli esercizi 2012, 2013 e 2014 (anche in caso di scadenza naturale del contratto di leasing prima del 2014) e/o rimodulazione dei piani di rimborso.
      • Rinuncia a penalità/maggiori corrispettivi in caso di cessione del contratto e/o riscatto anticipato del bene.
      • Pagamento degli interessi per cassa alle originarie scadenze contrattuali.
    • Rimodulazione delle linee chirografarie a breve termine
      • Conferma degli affidamenti e impegno a mantenerli in essere per una durata coerente con la struttura finanziaria del Piano.
    • Rimodulazione del factoring
      • Conferma dei rapporti di factoring e impegno a mantenerli in essere per tutta la durata del Piano, con rinuncia ad avvalersi della garanzia “pro-solvendo” per tutta la durata della moratoria (ossia fino al 31 dicembre 2014).
    • Cessione pro-solvendo dei crediti certificati/riconosciuti
      • Cessione pro-solvendo a favore delle Banche e delle società di factoring, dei crediti (che verranno certificati o riconosciuti dagli enti/o dalle società debitrici) per un importo pari a circa Euro 60 milioni.
  • A seguito del preventivo sostanziale apprezzamento per il Piano e per l’operazione nel suo complesso emerso nel corso dei numerosi incontri intercorsi con il sistema bancario di riferimento, sono stati conferiti, sulla base di un numero selezionato di professionisti di alto profilo, i mandati per l’assistenza legale della Società, degli istituti di credito nonché per l’asseverazione del Piano. Alla data odierna i legali hanno redatto congiuntamente una bozza del Term Sheet che riassume i termini principali della proposta di accordo da condividersi con il sistema bancario.
  • L’operazione è anche sostenuta da un progetto di analisi e adeguamento dell’organizzazione agli obiettivi di business del Gruppo, per il quale è stato conferito apposito incarico ad una primaria società di consulenza specializzata; obiettivo del progetto è l’analisi e il disegno di un modello organizzativo (governance, sistemi di pianificazione e controllo, processi, macro e micro organizzazione, componenti interne ed esterne del bilancio sociale) coerente con il nuovo modello di business e con gli obiettivi strategici posti alla base del piano economico finanziario approvato dagli Amministratori. Allo stato, la fase preliminare di analisi si è conclusa ed è stata avviata la fase attuativa.
  • Dal punto di vista gestionale si evidenzia come, successivamente all’avvio (4 ottobre 2012) della procedura di riduzione del personale dipendente, in data 24 gennaio 2013, presso il Ministero del Lavoro, è stato siglato un accordo con le organizzazioni sindacali, frutto di un efficace e responsabile sforzo concertativo, che ha permesso di tutelare i livelli occupazionali garantendo, nel contempo, al Gruppo di ottenere, comunque, il beneficio economico sostanzialmente atteso. Nello specifico l’accordo si basa su: (i) l’introduzione dell’istituto della “Banca Ore”; (ii) l’utilizzo dell’istituto della flessibilità oraria; (iii) la compensazione della quota giornaliera di retribuzione globale aggiuntiva delle festività coincidenti con il giorno di riposo settimanale in permessi da cumularsi alle giornate spettanti; (iv) l’utilizzo dei dipendenti di norma impiegati in attività tecnico/amministrativa di cantiere, nel proprio livello professionale, a svolgere, a parità di condizioni economiche, mansioni diverse nell’arco del turno giornaliero di lavoro.
  • Per quanto concerne, infine, l’aggiornamento sul divenire della normativa in materia, si evidenzia che con il decreto Salva Italia è stata introdotta dal 2013 la TARES (Tassa sui rifiuti e sui servizi) che andrà a sostituire la Tarsu e dovrebbe garantire un gettito più elevato. Con i previsti maggiori incassi provenienti dalla Tares si prevede che la P.A. possa far fronte anche a parte dei debiti accumulati nei confronti delle società che svolgono i servizi di igiene urbana.

Premesso quanto sopra, tenuto conto delle caratteristiche e delle risultanze del Piano economico finanziario, preso atto dell’orientamento sostanzialmente favorevole espresso dal sistema bancario sullo stesso Piano e sulla proposta di manovra finanziaria da esso prevista, valutata altresì l’evoluzione delle iniziative finalizzate a velocizzare l’iter di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione e l’efficacia delle azioni sinora intraprese, gli Amministratori - anche alla luce delle risultanze dell’attività svolta dagli advisor - ritengono che le azioni poste in essere e in corso di attuazione, consentano alla Società e al Gruppo di operare come entità in funzionamento sussistendo le condizioni per portare a termine la descritta operazione di riequilibrio economico finanziario in tempi ragionevolmente brevi non evidenziandosi, allo stato, elementi ostativi che potrebbero comprometterne il buon esito.

In conclusione, gli Amministratori, pur evidenziando che il raggiungimento di una situazione di equilibrio patrimoniale, economico e finanziario nel lungo termine è subordinato, nell’attuale contesto di incertezza dello scenario politico ed economico, al conseguimento dei risultati indicati nel piano industriale, e dunque al realizzarsi delle relative previsioni e assunzioni e in primo luogo al perfezionamento dell’accordo con il ceto bancario, riconoscono che, alla data attuale, permangono incertezze relative ad eventi e circostanze che potrebbero far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare ad operare sulla base del presupposto della continuità aziendale, tuttavia dopo aver effettuato le necessarie verifiche e aver valutato le incertezze individuate alla luce degli elementi descritti, hanno la ragionevole aspettativa che la Società possa continuare ad operare in un prevedibile futuro ed hanno pertanto adottato il presupposto della continuità aziendale nella predisposizione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2012.